martedì 20 novembre 2012

CANEDERLI ALLO SPECK IN BRODO AROMATIZZATO CON LO ZAFFERANO

Decisamente si sta avvicinando l'inverno, non tanto per il clima che è appena rinfrescato da qualche giorno o per le foglie che hanno lasciato la loro casa estiva per raggiungere il piano terra invernale, ma perché gli addobbi natalizi hanno già invaso i centri commerciali, i negozi e persino le prime case hanno già acceso le luci nel giardino! Mi sembra un po' presto, anche perché da me, prima del Natale viene la Festa di Santa Caterina con la fiera, le giostre e l'atmosfera fatata pre-Natalizia che pervade le vie della città.
Sarà questo clima che mi ha fatto pensare ad un primo tipico della montagna tirolese: canederli allo speck in brodo di zafferano.


CANEDERLI ALLO SPECK IN BRODO AROMATIZZATO CON LO ZAFFERANO

Impasto per 8 canederli:
300 gr di pane bianco raffermo
100 gr di speck
½ cipolla
1 noce di burro
2 uova
¼ l. di latte
2 cucchiai scarsi di farina
Erba cipollina
Sale

Preparazione:
Mettete in una terrina il pane e lo speck tagliati a dadini molto piccoli.
Frullate le uova con un po’ di latte e versate il tutto con l’erba cipollina tagliata in una terrina con il pane e lo speck.
Aggiungete nella terrina anche la cipolla tritata finemente e fatta appassire nel burro un po’ di pepe e la farina e controllate la consistenza dell’impasto, se necessario aggiungere un altro po’ di latte.
Con le mani umide formare delle palline delle dimensioni di quelle da tennis; nel frattempo preparare il brodo di carne a cui avrete aggiunto, appena solleva il bollore, un pizzico di zafferano.
Far bollire i canederli per circa 15 minuti  (dipende dalle dimensioni), a fuoco moderato, servire caldi nei piatti fondi, spolverando con erba cipollina.
Buon appetito!

mercoledì 31 ottobre 2012

TORINO - SALONE DEL GUSTO E TERRA MADRE 2012


SALONE DEL GUSTO –parte I
A chi mi chiede cos’è il Salone del Gusto rispondo che  è innanzitutto una grande vetrina.
Per Torino, che giova dei numerosi visitatori che affluiscono da ogni parte del mondo, per le piccole aziende di paesi sconosciuti, per i grandi marchi in cerca di conferma ed espansione e  per i giovani torinesi che in questi giorni hanno la possibilità di guadagnarsi un extra come hostess/promoter presso gli stand e di entrare in contatto per la prima volta con il mondo del lavoro.
Una vetrina ricca di sapori, profumi, colori… Terra Madre mi ha ricordato vagamente l’atmosfera del suq,  con gli aromi speziati e le musiche orientali che ci hanno accolto al capannone Oval.
L’ospitalità della coop. ValVerde è stata veramente esemplare: una ragazza molto gentile mi è venuta incontro all’ingresso, mi ha accompagnato allo stand dove ho conosciuto questo prodotto d’eccellenza della nostra regione, il pollo a KM 0, allevato all’aperto, da una cooperativa di produttori del Piemonte occidentale, con il gusto proprio della campagna, croccante e saporito,che ha accompagnato il nostro aperitivo.
All’arrivo il presidente della coop Andrea Costa ci ha raccontato con entusiasmo il suo impegno per l’allevamento tradizionale, i controlli, la certificazione e la filiera corta.
Sicuramente un buon motivo per cercare questo prodotto nelle nostre macellerie!
Ci siamo spostati verso la zona “birre artigianali” dove un nostro amico del Birrificio Nicese ci ha offerto un’ottima bionda al cardo gobbo e tre weiss, dopodiché ci siamo avvicinati al gazebo della Pasta Garofalo dove ci attendeva una degustazione molto originale che descriverò meglio più avanti.
Per ora posso solo dire che quest’anno sono veramente soddisfatta, il Salone mi ha lasciato un “buonissimo” ricordo.
 










sabato 27 ottobre 2012

RISOTTO E SALONE DEL GUSTO 2012


Questa sera avevo voglia di un bel risotto e mi sono ricordata di avere qualche peperone in frigo… anche se sono un po’ indigesti per il mio stomaco non resisto al loro profumo e soprattutto al loro gusto pieno e avvolgente.
Poi ho pensato che da tanto non aggiornavo questo diario e dunque ho scattato un paio di foto per documentare la mia cena!
Sicuramente ha influito molto il fatto che domani sono ospite della ValVerde Cooperativa Agricola  al Salone del Gusto di Torino: sarebbe stata una mancanza di rispetto non ringraziare chi mi ha dato l’opportunità di visitare questa enorme esposizione di sapori più o meno famosi, nuovi, antichi, diffusi, particolari, di nicchia o in via di estinzione…  quest’anno la compresenza di “terra madre” aggiunge la poesia che fino ad oggi era impensabile in una manifestazione di queste dimensioni.
Da qualche lustro è un appuntamento immancabile nella mia agenda e dall’ultima edizione di due anni fa c’è una ragione in più per visitarla: Lucy ha cucinato per noi in collaborazione con  la Pasta Garofalo, decisamente motivo di orgoglio culinario per una blogger e quello era solo l’inizio!
Quest’anno l’evento si ripete e così ha risvegliato la blogger “dormiente” che è in me: stasera  mi sono gustata  il risotto light peperoni e zucchine.

RISOTTO PEPERONI E ZUCCHINE




Ingredienti x 2 persone:
320 gr circa di riso (io uso il pugno come dose, 2 pugni a testa)
½  cipolla bionda piccola
1 zucchina verde
2 peperoni piccoli
Pepe
Olio evo q.b.
Dado vegetale x il brodo
Quanto sono buoni i peperoni?!!
Preparazione:
Mettere sul fuoco in una casseruola alta e dal fondo spesso un cucchiaio di olio evo, aggiungere il riso e fare tostare qualche minuto rimescolando con il cucchiaio di legno e aggiungendo un po’ di pepe.
Frullare le zucchine e metà dei peperoni con poca acqua nel frullatore e aggiungerle al riso.
L’altra metà dei peperoni va tagliata a listarelle e aggiunta anch’essa in casseruola, lasciare qualche minuto per fare amalgamare bene gli ingredienti, aggiungere il brodo e lasciare cuocere circa 16-17 minuti.
Servire ben caldo accompagnato da un buon bicchiere di vino bianco.
Buon appetito e buona visita a chi si recherà al Salone del Gusto! 
ed ecco il risultato finale!!!

lunedì 5 dicembre 2011

Dolce Val Gardena


All'entrata in galleria tutte le tende della carrozza svolazzano impazzite, come ad un segnale prestabilito e le orecchie subito si tappano per lo spostamento d'aria.
Siamo in viaggio da questa mattina e la stanchezza inizia a farsi sentire.
Quando abbiamo deciso di intraprendere quest'avventura eravamo cariche di entusiasmo mia sorella ed io, ma dopo 6 ore di viaggio, non sono più così euforica.
Ci aspetta un fine settimana tra le Dolomiti, millenari guardiani delle nostre verdi vallate ed io non vedo l'ora di rilassarmi nella natura, tra frutteti e mandrie al pascolo.
Ora, mentre rifletto rannicchiata su questa poltrona, mi abbandono al dolce dondolio del treno che attraversa vigne ben curate, corsi d'acqua e paesi e sfinita mi ritrovo ben presto tra le braccia di Morfeo.
Al mio risveglio Alice è lì che smanetta col cellulare: Francesco ci ha appena avvisato che ha trovato coda in autostrada e dunque arriveremo alla stessa ora a Ponte Gardena.
All'entrata in paese la prima cosa che mi colpisce è la gente. Centinaia di persone si sono date appuntamento, proprio oggi, in questo angolo di paradiso.
Famiglie intere cariche di zaini, coppie di innamorati sognanti che si fanno fotografare mano nella mano, comitive di studenti in gita scolastica.
I padroni di casa sopportano volentieri il via vai che quotidianamente li coinvolge e benevoli si prodigano nel dispensare informazioni e consigli: l'ospite in Val Gardena è sacro.
Noi comunque non ci sentiamo più turisti, dopo solo 5 ore dal nostro arrivo siamo già trentini di adozione.
C'è un gruppo di ragazzi che sta organizzando un barbecue per stasera e uno di loro, molto carino, si avvicina per invitarci. E' sicuramente un buon inizio per questa vacanza!
Il caldo non ci da tregua, mi tuffo in piscina e subito mi rinfresco con una doccia gelida; sto già pensando a come mi vestirò stasera... potrebbero esserci degli sviluppi con quel fusto dell'invito!
Nel frattempo Francesco e Alice non accusano il caldo torrido: non si staccano dal lettino neppure per rinfrescarsi un po', la tintarella viene prima di tutto.
Ogni tanto li vedo confabulare, ma per il resto silenzio e ozio fino a sera.
Intanto alla griglia Leon e gli altri sono tutti affaccendati per preparare la brace e, vista la temperatura, sono tutti in costume e a petto nudo: un panorama da rifarsi gli occhi.
Chiacchierando mi dicono che molti di loro in inverno fanno i maestri di sci e d'estate aiutano nei vari negozi e alberghi della zona.
Le ragazze non sembrano molto contente della nostra presenza ma Francesco, armato di pazienza, riesce a poco a poco ad instaurare un bel rapporto con un paio di loro che poco dopo si sono rivelate simpatiche e carine anche con me e mia sorella.
Giunta l'ora di lasciare la compagnia Leon si avvicina e con sguardo sincero mi chiede se domani ci potremo rivedere perché abbiamo passato una splendida serata insieme.
Ovviamente sono entusiasta del suo interessamento e cerco di nascondere l'euforia facendo "la preziosa". La cosa si rivela subito difficile da realizzare, perché il suo saluto amichevole con un bacio si trasforma subito in qualcosa di più appassionato.
La domenica è passata in fretta tra colazione, passeggiate e risate ed ora sono qui che sto pensando a lui che mi ha conquistata con suo sorriso e con un unico bacio.
Siamo sulla via del ritorno e non so se questo rimarrà solo un dolce ricordo o se il bel Leon entrerà a far parte della mia vita.
La mia unica certezza è che il dubbio sulla nostra decisione di percorrere tanta strada per soli due giorni di svago si è dissolto subito dopo aver messo piede in questa meravigliosa valle, che rimarrà sempre cara nei miei ricordi.



martedì 1 novembre 2011

Gita a Gubbio



Seduta al tavolino del bar della piazza, sotto i bianchi gazebo che ondeggiano alla brezza di un fresco mattino d’autunno, sorseggio il mio caffè indugiando sull’aroma che mi giunge intenso.
Tutto intorno la gente passa veloce, stretta nei cappotti, con lo sguardo basso, persa nei propri pensieri.
Col cucchiaino giro lentamente la crema densa, guardandomi intorno.
La vista è spettacolare, sulla terrazza di piazza grande tra il palazzo dei consoli e quello comunale che si guardano da centinaia di anni.
Sembra di essere fermi lì, al Medioevo.
Donne strette in corsetti di broccato e larghe gonne, scortate da messeri in abiti di velluto, sembrano passeggiare tra le vie.
Terminata la colazione, ci accingiamo a percorrere le vie lastricate con passo lento e sguardi curiosi.
I passanti ci sorridono gentili, per nulla infastiditi dalla fiumana di gente che sta invadendo Corso Garibaldi.
Sanno qual è il pegno che devono pagare per il privilegio di vivere in una città come questa.
Lo scorcio che si presenta ai nostri occhi quando apriamo la finestra è di un paese di altri tempi, un’atmosfera che ha ispirato pittori e poeti e ancora oggi incanta gli artisti moderni che, pur di immortalare cotanta bellezza, s’inventano storie su misura per questa terra misteriosa.
Arrivederci Gubbio, dolce città fatata.


venerdì 16 settembre 2011

AUTUNNO

Siamo quasi giunti al cambio di stagione.
L'autunno è ormai alle porte e con le giornate corte, le mattine fredde, i colori caldi delle foglie... la voglia di scrivere e di sognare torna prepotente a farsi sentire!
Nel cassetto c'è già qualche idea pronta ad uscire, sogni buffi, talvolta surreali sono all'ordine del giorno.
Il mio proposito per il futuro è quello di passare più tempo a coltivare questa mia passione.
Spero vivamente di riuscire nel mio intento.

sabato 28 maggio 2011

LA COMUNITA'

Solo in mezzo a molti. Quante volte vi siete guardati intorno e vi siete trovati in questa situazione?
Io la sto vivendo ora.
Dovendo organizzare l’annuale festa del paese, mia mamma si è trovata come al solito alle prese con tante facce di circostanza che le hanno garantito l’aiuto e la disponibilità e ora sono uccel di bosco.
Dove siete?
Ovviamente ricomparirete al banchetto dei dolci, vicino alle bibite o all’ombra del gelso…
E ora che abbiamo bisogno di voi?
Siamo o non siamo una comunità?

venerdì 27 maggio 2011

Simu salentini dellu munnu cittadini

Finalmente abbiamo prenotato! Quest'anno le nostre vacanze le passeremo in Salento.
Mi è sembrato doveroso titolare il post con una frase della canzone dei Sud Sound System "Le radici ca tieni" che amo nel suo ritmo e nella spontaneità delle parole.
Sono estremamente insofferente in questo periodo e non vedo l'ora di arrivare sulle splendide spiagge assolate della Puglia e di rilassarmi a dovere... I ricordi del mio soggiorno salentino sono ormai lontani ed è questo il momento migliore  per rinfrescarli!
Cittadini del mondo: arrivo!

http://youtu.be/CJvAe-C0eLw

mercoledì 25 maggio 2011

LINGUACCE

La giornata era iniziata nel migliore dei modi, ma, come un fulmine in una giornata estiva, è arrivata Lui a rovinare il mio tranquillo pomeriggio.
Subdulo e stagnante si è insinuato tra di noi, ci ha coinvolto emotivamente, ci ha estorto commenti ed esclamazioni…
È diventato subito il re incontrastato dei momenti di pausa (reali o creati ad arte) e ci ha fatto mettere a nudo di fronte a lui.
Il Pettegolezzo è tornato.
Scintillante, nuovo, eccitante sembra volerci distogliere dalla quotidianità dei nostri problemi: ora ci sentiamo in diritto di sparlare e commiserare la poverina di turno, tanto la cosa è risaputa.
Linguacce. 

mercoledì 23 febbraio 2011

un tiepido mercoledì di febbraio

La mattina scivola faticosamente tra le dita, mente ascolto mollemente la voce registrata.
Sola in questa confusione di grida e telefoni sfuggo la gente nervosa che mi circonda.
Non voglio naufragare in questo mare in tempesta: oggi sono io il capitano, ho deciso di invertire la rotta.

venerdì 4 febbraio 2011

Lo shopping porta consiglio

Non se ne può più di questa nebbia che ci circonda da settimane… ci confonde, ci raffredda l’anima, toglie ogni voglia di uscire di casa… Finalmente oggi una giornata di sole! Così approfittando del bel tempo ho dedicato il mio pomeriggio allo shopping.
Stranamente al secondo negozio ho trovato quello che cercavo: due belle camicie, una per mia mamma e una per me.
Visto che queste uscite con lei sono molto rare me la sono goduta il più possibile, ma lei sembrava voler scappare via di corsa. Allora impaziente le ho chiesto il perché e lei mi ha stuzzicato dicendomi che  doveva andare a casa per i preparativi del menu di domenica, così arrivata a casa mi sono messa subito all’opera.
Visto che era già tardi mi sono detta: qui ci vuole una ricetta facile e sfiziosa nello stesso tempo!
La lampadina si è accesa quasi subito: era giunta l’ora di utilizzare le foglie di vite gentilmente fornite da Lucy che da un po’ giacevano in frigo…
(Poi già che c’ero ho preparato una bella minestra per domani)
TOMINI IN FOGLIA DI VITE

INGREDIENTI:
Dosi per una persona:
2 tomini
8 foglie di vite
3 prugne secche
3 fette di pancetta steccata senza aglio
Olio evo q.b.
PREPARAZIONE:

Rivestire ciascun tomino con circa 4 foglie di vite sbollentate e asciugate, fermare con lo spago da cucina.
Passare in padella con poco olio per qualche minuto, aggiungere le prugne secche rivestite con un fetta di pancetta.
Abbrustolire lievemente e servire caldo.

Pensavo fosse un po' pesante alla sera, ma mi devo ricredere.



giovedì 13 gennaio 2011

Giovedì: serata aperitivo!

In questi giorni non ho frequentato molto internet, però la mia produzione non si è fermata ovviamente!
Soprattutto durante le feste natalizie e per il compleanno di mia sorella mi sono lanciata in ricette lontane da quella che viene considerata la tradizione culinaria piemontese...
Purtroppo non sono riuscita a fotografare tutto e così sarò "costretta" a ricucinarle prossimamente per pubblicarle corredate da una diligente documentazione :D

Dunque... iniziamo dall'aperitivo!

COCKTAIL DI PROSECCO E MELOGRANO

(per circa 4 persone)

1 bottiglia di prosecco profumato
1 bottiglia di pompelmo rosè
1 melograno
4 cucchiai di sciroppo di amarena + qualche amarena


Versate in una caraffa capiente il vino 3/4 di vino, aggiungete 1/4 di pompelmo rosè, lo sciroppo di amarena e mescolate delicamente.
Aggiungete per ultimo il melograno sgranato e le amarene sciroppate.

Mescolando una volta sola si otterrà un bel colpo d'occhio con il melograno che affiora in superficie del cocktail.

Alle mie cene fa sempre successo, è semplice e di effetto!

domenica 28 novembre 2010

TORTA DI MELE

Oggi è stata una giornata inutile... ma bella! Questa affermazione mi ha fatto morire dal ridere, perchè mia sorella ha colto proprio lo spirito di questa domenica.
Abbiamo dato una nota di solennità all'ultima giornata di fiera festeggiando con un bel pranzetto a casa mia, con tutta la famiglia riunita.
Così la mamma ha preparato le lasagne al forno, mia sorella si è occupata degli antipasti e papà ha portato il vino, un ottimo team a lavoro...
Io mi sono occupata del resto, aperitivo, arrosto e dolce...
Nel primo pomeriggio abbiamo sfidato la neve che cadeva copiosa per andare a girare tra i banchetti, prendendoci una bella dose di freddo, ma la tradizione va rispettata! Ho comprato un bel berretto di lana per affrontare le temperature polari che ci attendono nei prossimi mesi e ho cercato qualche strenna tra i banchi tristemente vuoti.

Ultimamente, sarà perchè non ne posso mangiare, mi ritrovo a pubblicare solo ricette dolci: monotematica e decisamente ipercalorica!
Le mele non mancano mai a casa, così la torta più buona dell'inverno è lei, la mitica

TORTA DI MELE RENETTE

Ingredienti:

230 gr. di farina
220 gr. di zucchero (io ho fatto a metà con lo zucchero di canna) + qualche cucchiaio a parte
250 gr. di ricotta vaccina
3     uova
5     mele renette medie
30 gr. di mandorle pelate a granella
1/2 bustina di lievito
1 limone

Preparazione:

Sbucciare e tagliare a fette sottili le mele e bagnarle col succo del limone.
Con lo sbattitore mescolare bene i tuorli, lo zucchero, la ricotta e la farina.
Aggiungere la buccia del limone grattuggiata.
A parte montare gli albumi a neve e aggiungerli al composto insieme al lievito.
Aggiungere 3/4 delle mele e versare nella tortiera.
Ricoprire la superficie della torta con le fettine di mela a raggiera, la granella di mandorle e qualche cucchiaio di zucchero di canna.
infornare a 180° per circa un'ora e 15'


Questa ricetta è una delle tante versioni che ho letto tempo fa in rete, nella mia re-interpretazione di volta in volta aggiungo la vaniglia o la cannella o il rum, in ogni caso l'ingrediente fondamentale è la mela renetta, regina di tutti i dolci autunnali!

domenica 14 novembre 2010

TORTA MORBIDA AL CIOCCOLATO FONDENTE


Questa settimana è volata, troppi impegni si sono accavallati  e mi ritrovo solo ora con qualche minuto da dedicare a me stessa.
Martedì sera, alla libreria in Piazza Duomo, ho conosciuto una delle mie scrittrici preferite: Joanne Harris(...Chocholat...)! Ero come in trance durante l’intervista-presentazione del suo nuovo libro e la sua dedica mi ha fatto un piacere enorme.
Venerdì ero di nuovo a Milano, in veste di accompagnatrice, alla cena organizzata da Giallo Zafferano alla quale era invitata Lucy: 10 food blogger hanno cucinato e mangiato insieme, un’ottima occasione di incontro tra persone con la stessa passione!
Per finire ieri sera ho invitato gli amici a casa per una bella polentata.
Non sto qui a raccontare, ma con mia grande gioia tutti hanno apprezzato la polenta cotta al modo della nonna sulla stufa a legna, nel paiolo di rame e mescolata con il “cané “(bastone di legno ricurvo), condita con sugo di funghi o con fontina valdostana e gorgonzola.
Per il dolce ho pensato ad un classico, ispirato peraltro dalla serata di venerdì: torta morbida di cioccolato.

La ricetta l’ho trovata in rete molto tempo fa, la propongo con piacere perché è semplice e di sicuro successo!
Ingredienti:
150 gr. di burro
50 gr. di panna
200 gr. di zucchero
200 gr. di fondente
4 uova
5 cucchiai di farina di riso
1 punta di lievito
Preparazione:
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente e il burro, togliere dal fuoco e lasciare a temperatura ambiente.
Mettere nello sbattitore i tuorli e lo zucchero, mescolare bene per rendere il composto spumoso.
Aggiungere la panna, il cioccolato fuso e il burro e la farina.
Montare gli albumi a neve e aggiungerli al composto.
Per ultimo aggiungere il lievito, versare il tutto dentro ad una teglia imburrata e infarinata.
Mettere in forno a 180° per circa 30-35 minuti.
Sfornare la torta e metterla su una gratella a raffreddare, poi cospargere di zucchero a velo aiutandosi con un colino a maglie strette.

domenica 7 novembre 2010

SCHWARZWALD

La proposta arriva puntuale a fine giugno: 4 giorni in totale relax nella selvaggia Schwarzwald con i miei migliori amici... Quale modo migliore per festeggiare il compleanno?
Quando Geneviève mi ha proposto questo viaggio non ho avuto esitazioni e da subito mi sono messa al lavoro per trovare informazioni dettagliate sulle località che avremmo visitato.
La nostra squadra si è messa in moto: Mario ha prenotato un ottimo hotel nelle vicinanze dell’Europa Park (a Kenzingen per la precisione), Geneviève si è occupata della strada da percorrere e del navigatore, io ho stampato cartine e percorsi “didattici”, ma non per questo noiosi.
Ci aspettavamo la tranquillità della regione franco/tedesca e la bellezza dei suoi paesaggi, ma non eravamo preparati alla sorpresa che ci attendeva.

Venerdì mattina ci ha accolto un Freiburg im Breisgau infreddolito,  sotto l’ombrello, in un’atmosfera gotica e nostalgica.
Abbiamo apprezzato i colorati mosaici dei marciapiedi di fronte ai negozi che suggeriscono la natura delle attività svolte, la piazza del mercato, la cattedrale con la bella torre e il municipio.
Nel pomeriggio la passeggiata al lago Titisee ci ha regalato momenti di serenità totale, anche se il freddo pungente ci ha bloccato il flusso delle emozioni.

Il giorno successivo abbiamo visitato l’Europa park, un ottimo modo di svagare il fanciullino che è sempre vivo dentro di noi, e alla sera, tornando all’Hotel distrutti, ci siamo diretti in pasticceria per ricaricarci con un’ottima fetta di kirsche torte.

L’ultimo giorno il nostro umore si è un po’ incupito  per l’imminente ritorno al quotidiano grigiore, ma un’inattesa scoperta ci attendeva a Strasbourg.
La città ci ha accolto con un naturale benvenuto, il vociare allegro dei turisti mescolato ai movimenti lesti dei suoi abitanti in cerca di buoni affari tra le bancarelle che affollano un intero quartiere.
Attraversato il centro ci siamo diretti al fiume Ill, da cui deriva il nome Alsazia, per la sua navigazione.
La gita alla scoperta della Vecchia Strasburgo in bateau mouche ci ha riempito di commenti entusiasti, ma l’emozione più grande l’ho provata durante la salita del battello sulla prima chiusa: mentre l’acqua riempiva velocemente il canale per farci salire di livello, un viso conosciuto si è affacciato dal ponte che ci sovrastava.
Per un momento sono rimasta senza fiato: la donna che stava assistendo alla scena era la copia di mia madre!
Pur sapendo che non poteva essere lei, che in quel momento era sicuramente in Italia, non sono riuscita a trattenermi dal chiamarla.
Ovviamente la signora non  ha risposto, ma io sono rimasta turbata: non poteva essere solo un caso di somiglianza.
Sfortunatamente la navigazione era ancora all’inizio e io non sono riuscita a scendere per avvicinarmi.
Geneviève mi ha guardato stupita e ho capito che anche lei si è accorta della stranezza di quell’incontro.
La nostra mente è stata repentinamente distratta dalle bellezze della città vecchia, il nostro sguardo seguiva le immagini commentate dalla nostra guida virtuale multi-lingue pre-registrata.
Per il ritorno decidiamo di allungare il giro fino alla nota località termale di Baden Baden.
La delusione aleggia nell’aria e Mario, esprimendo il pensiero di tutti ha esclamato: bella, ma non c’è nulla che valga la pena di vedere! Così dopo aver fatto un fugace giro al Casinò (sfizio del nostro accompagnatore) abbiamo deciso di tornare a Kenzingen.
Mentre attraversiamo il paese una nuova sorpresa: la signora vista a Strasburgo è lì davanti al negozio del paesino! Non riuscendo a trattenermi vado subito da lei e in preda all’agitazione cerco di spiegare, in un tedesco molto zoppicante, il motivo del mio stupore.
Lei subito mi sorride e il volto si illumina, capisco che non centra nulla il caso, e mi risponde in un italiano altrettanto incerto!
La spiegazione è semplice e complicata nello stesso tempo…
Olga mi ha raccontato che circa 60 anni fa sua madre era emigrata da un piccolo paesino della montagna piemontese alla ricerca di fortuna, giunta in quel piccolo paese della foresta nera aveva conosciuto un cuoco, che aveva poi sposato.
Purtroppo, dopo pochi anni dalla nascita della figlia, una malattia  si era portata via la cara mamma e con lei ogni ricordo della famiglia d’origine.
Queste poche parole a mano a mano riaccendevano il ricordo dei vecchi racconti della nonna… il nome Olga, mi disse, le era stato dato proprio per ricordare la sorella della madre, lasciata in Italia.
Il mistero era svelato, a Kenzingen avevo ritrovato la cugina di mia madre, di cui ignoravamo l’esistenza.
Negli anni della guerra purtroppo il servizio postale non era dei più efficienti e,  dopo le prime missive, si era perso ogni contatto, mia nonna aveva così data per scontata la scomparsa della sorella.
Tra le lacrime ci siamo raccontate le nostre vite e ci siamo lasciate con l’invito a visitare l’Italia non appena possibile.

La Foresta Nera ci ha lasciato serenità con la sua armoniosa natura, gentilezza con la sua gente, divertimento con il suo parco a tema, ma soprattutto una grande gioia, quella di ritrovare una parte della mia famiglia, da tempo perduta, in questo piccolo angolo di paradiso.

N.B. Le foto sono state prese in prestito da internet, le mie sono quasi tutte con i miei compagni di viaggio e per questo preferisco non pubblicarle.





lunedì 1 novembre 2010

TORTA ALLO YOGURT FARCITA CON CREMA AL MASCARPONE

In questi giorni di vacanza, con questo tempo freddo e piovoso, sicuramente non manca il tempo per provare a paciugare un po' in cucina.
L'altro giorno a lavoro, mentre gustavo un buon yogurt al caffè mi sono detta: questo si che è un bel dessert!
Così ho avuto un'idea, perchè non provare una bella torta allo yogurt di caffè con crema al mascarpone?
Quasi fosse un tiramisù rivisitato, mixando questi due aromi classici, ho provato questa torta e subito l'ho battezzata "goduriosa", spero che sia all'altezza del nome!
GODURIOSA AL MASCARPONE

Ingredienti per la torta:
2 yogurt al caffè da 125 gr.
1 vasetto (scarso) di zucchero
1 vasetto e ½ di farina
½ vasetto di maizena
½ vasetto (scarso) di olio di oliva
½ vasetto di latte
2 uova
1 bustina di lievito
Ingredienti per la crema:
250 gr. di mascarpone
100 gr. di zucchero
4 tuorli
200 gr. di panna montata
Preparazione:
In una terrina mescolare con lo sbattitore i tuorli e lo zucchero, aggiungere l’olio, il latte, lo yogurt, la farina, la maizena e la bustina di lievito.
Montare gli albumi a neve e aggiungere con delicatezza al composto, mescolando dal basso verso l’alto.
Versare in una teglia con la cerniera, infornare a 160° per circa 40 minuti.
fornare e lasciare raffreddare.
Preparare la crema mescolando con lo sbattitore i tuorli e lo zucchero, aggiungere piano il mascarpone.
Montare la panna e aggiungere al composto sempre mescolando dal basso verso l’alto.
Tagliare a metà la torta, inzuppare con un po’ di caffè poco zuccherato, stendere la crema al mascarpone, ricoprire con l’altra metà.
Inzuppare la parte superiore della torta con il resto del caffè, ricoprire con il resto della crema al mascarpone.
Lasciare riposare in frigo per almeno 2 ore.
In questa versione, dedicata alla festa di Halloween, mi sono divertita a decorare la torta con una spolverata di cacao zuccherato formando un disegno di ragnatela e con un cioccolatino tagliato a metà per il corpo, un alchechengi a formare la testa e piccoli cubetti di frutta candita per le zampette ho creato un ragnetto pronto a catturare la preda!

lunedì 25 ottobre 2010

Mele al forno con torrone di Cremona al profumo di salvia e menta

Le feste ormai si avvicinano e siamo già in trepidazione per tutto ciò che riguarda il "banchetto" che offriremo in queste occasioni festose!
Io personalmente inizio un mese prima, perchè in occasione della fiera autunnale di novembre che si tiene dalle mie parti, invito i miei parenti a pranzo, approfittando della scusa di andare a curiosare tra i mercatini dopo mangiato.
Così sono ero alla ricerca di un dolce sfizioso, ma non troppo pesante, vista l'abbondanza delle pietanze.
Mi sono detta, la regina della frutta di stagione da noi è sicuramente la mela, perchè non approfittare del gusto e del profumo di questa meraviglia?
Così mi sono messa a frugare nella dispensa e ho pensato di abbinare una marmellatina di zucca e zenzero con la sua nota piccante, il dolce gelato con la morbidezza del latte, la crema catalana che adoro, e il meraviglioso torroncino.
Unica  nota stravagante la salvia, che ho apprezzato per il suo aroma.

Mele al forno con torrone di Cremona al profumo di salvia e menta



Ingredienti:
2 mele Golden
Cannella in polvere q.b.
2 cucchiai di marmellata di zucca e zenzero
2 cucchiai di Crema catalana
Circa 50 gr. Di Torrone di Cremona
Zucchero di canna q.b.
Zucchero semolato q.b.
2 cucchiai di Gelato fior di latte
Qualche foglia di salvia e menta

Per la crema catalana:
25 gr. di zucchero semolato
1 tuorlo
10 gr di maizena
1 stecca di cannella
125 ml di latte
1 limone



Preparazione:
Lavate bene le mele, possibilmente provenienti da coltura biologica, e svuotatele con il cava torsolo cercando di allargare un po’ la cavità, per fare spazio al ripieno.
Ponetele in una teglia con un dito di acqua sul fondo e 2 cucchiai di zucchero semolato.
Spolveratele di cannella e mettete dentro le mele  un cucchiaio di marmellata di zucca e zenzero.
Lasciate cuocere il forno a circa 200° per una mezz’ora, lasciatele raffreddare.
Spezzettate il torrone con un batticarne.
Nel frattempo preparate la crema catalana: grattuggiate la buccia di mezzo limone, aggiungendo a poco a poco  il latte, metà dello zucchero bianco e la cannella, quando inizierà a bollire toglietelo dal fuoco.
A parte mescolate il tuorlo, lo zucchero rimasto e la maizena sciolta in poco latte freddo. Aggiungete il latte bollente filtrando con un colino, continuando a mescolare.
Bollite ancora per qualche minuto e lasciate intiepidire, mescolate un cucchiaio di torrone sbriciolato alla crema e riempite una mela,  lasciatela in frigo per almeno un’ora; cospargetela di zucchero di canna e passatela sotto al grill del forno per un minuto circa per caramellare.
Riempite l’altra mela con gelato al fior di latte misto al torrone sbriciolato.
Lavatele foglie di salvia e menta e asciugatele con un canovaccio, versate un albume in una ciotola e sbattetelo leggermente con una forchetta, con un pennello spalmatelo sulle foglie, facendo attenzione che sia uniforme, fatele asciugare per circa 15 minuti, poi cospargetele di zucchero semolato e lasciate asciugare per bene.
Guarnite con  il caramello che si è formato sul fondo di cottura delle mele:  per la mela con il gelato apporre le foglie di menta al centro, per la mela alla crema catalana usare la salvia.

Con questa ricetta partecipo al concorso "Cremona è Torrone e Torroni 2010"

giovedì 21 ottobre 2010

MINESTRONE DI FARRO IN CREMA DI ASPARAGI

Lo ammetto, se non avessi vissuto l'entusiasmo di Lucia http://ticucinocosi.blogspot.com/ per questa nuova avventura di "internauta culinaria", non avrei mai pensato di aprire un blog.
Oggi sono due, uno dedicato al mio amore per la scrittura e la lettura, e uno dedicato al mio amore per il cibo e ciò rappresenta, in primo luogo l'amicizia.
Il modo migliore di stare insieme, il più ovvio, è quello di andare a cena.
Ci si ritrova a casa delle amiche, al ristorante, in pizzeria e con la scusa del cibo si crea un'intimità che altrimenti sarebbe negata.
Così abbiamo iniziato, anni fa, una tradizione di cene tra colleghe, chi porta il primo, chi il secondo e chi il dolce: ogni volta avanzano montagne di manicaretti pronti a sfamare un intero esercito di mariti, figli e familiari anche il giorno dopo!
Gli amici sono sempre i benvenuti nelle feste e nelle occasioni di ritrovo.
I parenti sono compagni di mille mangiate festose.
E' dunque a tavola che trascorriamo i giorni più lieti? Forse sto esagerando, però il detto "a tavola non si invecchia" è sicuramente uno dei miei preferiti, anche se più che a tavola io sto ai fornelli :)
Per fare un omaggio a Lucia sicuramente la prima ricetta pubblicata sarà quella che partecipa al suo contest: un bel minestrone!




MINESTRONE DI FARRO IN CREMA DI ASPARAGI
Ingredienti per 4 persone:
500 gr di farro
Un mazzo di asparagi
1 uovo
1 dado vegetale
Fontina valdostana Dop q.b.
Olio evo al peperoncino
Sale
Burro q.b.
Pepe q.b.
Panna da cucina q.b.

Preparazione:
Pulire gli asparagi, avendo cura di togliere la parte del gambo più legnosa, passarli il padella col burro fuso, salare e pepare a piacere.
Preparare un uovo sodo, di cui verrà utilizzato soltanto il tuorlo.
Nel frattempo preparare il brodo con il dado vegetale.
Appena gli asparagi saranno raffreddati passiamoli nel mixer, aggiungendo un cucchiaio di panna per rendere il composto più fluido e il tuorlo sodo.
Far tostare il farro in una pentola dal fondo spesso con un po’ di olio evo al peperoncino. Non appena sentirete l’aroma che si sprigiona dal cereale aggiungete la crema di asparagi e il brodo vegetale.
Lasciar bollire per circa 15 minuti a fiamma moderata.
Servire caldo  aggiungendo, a piacimento,  una spolverata di fontina valdostana dop grattugiata e un giro di panna.

IL RIPOSO



Al mattino mi accogli
morbidamente tra le braccia.
Quando ti lascio,
freddamente mi saluti.
Sola percorro la via
che mi allontana da te.
Al ritorno
l’unica mia certezza
è il tuo caldo saluto,
quando siedo
sulle tue ginocchia forti.
Il mio pensiero corre
al sabato,
quando sfinita
mi addormento su di te.
E allora penso
che il giorno in cui
i miei occhi si posarono
sul tuo corpo
fu Amore.
Oggi ti offro
questa ode
caro compagno
del mio riposo.
L’unico sarai per me,
Divano mio!